Crea sito

Torna la bufala su come aggirare l’algoritmo di Facebook

aggirare l'algoritmoUna nuova versione della bufala sul post per aggirare l’algoritmo di Facebook gira sui profili social di molti utenti.

In tanti hanno creduto alla bufala del testo copia e incolla che permetterebbe di aggirare l’algoritmo di Facebook. Si tratta di una bufala che non ha nessun effetto sul profilo di chi ha postato il testo, lasciando di fatto inalterata la situazione.

In realtà si tratta di una vecchia bufala, di cui avevamo già parlato in questo articolo del 18 agosto 2018, che torna in una forma rinnovata nel testo, ma non nella sostanza. Questo il post pubblicato da migliaia di utenti:

“Grazie del consiglio per aggirare FB… funziona!! Ho un profilo completamente nuovo. Vedo post di persone che non vedevo piu’. Il nuovo algoritmo Fb sceglie le stesse persone – circa 25-che vedranno i tuoi post. Trattieni il dito ovunque in questo post e clicca su “copia”. Vai alla tua pagina dove c’è scritto “a cosa stai pensando”.Tocca il dito ovunque nel campo vuoto. Fai clic su incolla. Questo aggirerà il sistema.
Ciao nuovi e vecchi amici!”.

Basta scorrere la home di Facebook immediatamente dopo aver pubblicato il post per notare che non cambia assolutamente nulla. Non basta un semplice testo per aggirare l’algoritmo.

LA BUFALA SU COME BYPASSARE IL NUOVO ALGORITMO DI FACEBOOK

 

L’algoritmo di facebook non funziona cosi, ma come indicato in questo articolo del sito VINCOS BLOG:

Come funziona l’algoritmo di Facebook?

Le istruzioni che compongono l’algoritmo misterioso seguono queste quattro fasi.

1. Inventory. Ogni volta che accediamo alla piattaforma, il sistema recupera e considera tutte le notizie pubblicate recentemente dal nostro network (fatto di amici e pagine seguite)

2. Signals. A questo punto entrano in gioco i segnali che sono di contesto e di contenuto.

I segnali di contesto sono quelli che aiutano il sistema a determinare la situazione attuale dell’utente:
– l’orario e il luogo di accesso
– la tipologia di connessione
– il dispositivo usato

In questo insieme potremmo far rientrare le azioni proattive che ognuno di noi compie o dovrebbe compiere per “curare il nostro news feed”, addestrando l’algoritmo: smettere di seguire un amico o una pagina, silenziarlo, nascondere o segnalare un post.

I segnali di contenuto sono quelli che riguardano le notizie:
– tipologia di contenuto (non è chiaro se ci sono tipologie che vengono privilegiate)
– chi ha postato la storia (pagina o profilo)
– quanto è completo il profilo dell’autore
– quando è stata pubblicata (la “freschezza” viene premiata)
– quanti commenti, condivisioni e reazioni ha ottenuto
– quanti feedback negativi (se è stato nascosto o segnalato)
– il tempo medio trascorso dagli altri utenti sulla storia anche senza cliccare e il tempo intercorrente tra il click al link esterno e il ritorno dell’utente all’homepage di Facebook
– il livello informativo del post (nel caso di link è importante il testo di accompagnamento)

Ma alcuni segnali hanno un peso maggiore di altri. In questo momento Facebook privilegia quelle che chiama “meaningful interactions” ossia le interazioni naturali che possono avvenire quando:

– il link al post è stato condiviso su Messenger e ha dato luogo ad una conversazione
– ci sono stati commenti multipli da parte di stesse persone (i botta e risposta sono segnali di interesse)
– un amico fa interazioni o condivide il post di una pagina (a maggior ragione se questo provoca ulteriori interazioni)
– l’interazione avviene tra due persone (amici e familiari, in particolare), anzichè tra persona e pagina.

aggirare l'algoritmo

3. Predictions. Sulla base dei segnali l’algoritmo opera una previsione personalizzata per ognuno degli utenti connessi ossia prova a dare risposta alla domanda: quanto è probabile che piaccia ognuno dei contenuti analizzati (ossia stimolerà la lettura, i click, le reazioni, i commenti)?

4. Score. Infine ad ognuna delle storie dell’inventario viene assegnato un punteggio di rilevanza e quelle con più punti vengono mostrate nel news feed dell’utente

Perpetrare quindi questa inutile Catena di Sant’Antonio non avrà alcun effetto quindi sul funzionamento del nuovo algoritmo di Facebook.