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Montagnier e il drastico cambiamento dal Nobel all’omeopatia.

MontagnierMontagnier lo scopritore del virus dell’ HIV ha sposato da tempo l’omeopatia e sostiene le miracolose proprietà della papaya.

Da molti anni il premio Nobel Luc Montagnier appoggia teorie singolari, basate su studi mai pubblicati o ampiamente smentiti, come la correlazione fra i vaccini e l’autismo.

Dall’estratto di papaya per curare il morbo di Parkinson all’efficacia dell’omeopatia, unanimemente considerata inutile, sono alcune delle teorie sposate dallo scopritore del virus dell’Aids. Un comportamento decisamente insolito per uno scienziato, che dovrebbe basare le sue tesi su studi dimostrati e prove oggettive.

Ha sucitato scalpore anche la sua partecipazione alla conferenza organizzata da Henri Joyeux, un medico francese radiato dall’ordine, per sostenere la tesi della pericolosità dei vaccini.

Montagnier

“Non siamo qui per fare polemica ma per lanciare un allarme: rischiamo, partendo da una buona intenzione, di avvelenare a poco a poco la popolazione”. Secondo il professor Montagnier, infatti, alcuni vaccini possono essere legati alle morti improvvise infantili a causa di un coadiuvante, l’alluminio, sul quale però non ci sono studi al riguardo. (Fonte Repubblica)

L’ipotesi: “Coronavirus creato in laboratorio”

Montagnier è tornato a far parlare di se per le sue idee sul covid-19 dichiarando che il coronavirus sarebbe stato creato in laboratorio partendo dal virus dell HIV, tesi drasticamente respinta dalla comunità scientifica internazionale.

Nel corso di una intervista su Cnews Montagnier ha affermato che:

“C’è stata una manipolazione sul virus: almeno una parte, non la totalità. C’è un modello, che è il virus classico, che proviene soprattutto dai pipistrelli, ma al quale sono state aggiunte delle sequenze del Vih”

ed ancora:

“In ogni caso non è naturale  è un lavoro di professionisti, di biologi molecolari. Con quale obiettivo? Non lo so. Un’ipotesi è che abbiano voluto concepire un vaccino contro l’Aids.”

In particolare basandosi su uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Indian Institute of Technology di New Delhi, afferma che ci sarebbe «una strana somiglianza» che «ha poche possibilità di essere fortuita» fra i due virus.

In particolare la similitudine sarebbe nelle sequenze di aminoacidi di una proteina del Sars-CoV-2, virus responsabile del Covid-19, e di quello del Vih-1, principale responsabile dell’Aids.

Montagnier

La risposta: “Sequenza banale presente in molti altri virus”

Lo studio in questione, mai pubblicato da nessuna rivista scientifica accreditata è stato fortemente criticato dalla comunità scientifica, al punto da indurre gli stessi ricercatori indiani a ritirarlo.

In molti hanno sottolineato che quelle sequenze sono relativamente comuni e sono presenti in diversi altri virus.

La comunità scientifica Massive Science ha già individuato una quindicina di virus che inglobano la stessa sequenza comune al Vih-1 e al Sars-CoV-2, compreso un virus delle api ed un altro delle patate dolci. (Fonte La Stampa)

In questo articolo del La Stampa leggiamo che.

I virus di fabbricazione umana esistono, ma a proposito di quello del Covid-19 bisogna restare cauti: già diversi specialisti sono intervenuti escludendo che si tratti di un virus artificiale. «Assomiglia troppo a qualcosa di naturale», ha dichiarato ancora a «Le Monde» Etienne Simon-Loriere, ricercatore all’Istituto Pasteur. «Per creare in maniera artificiale un virus così grande – ha sottolineato – ci vogliono conoscenze tecniche di cui pochi laboratori dispongono nel mondo, meno di una decina. E appare poco plausibile che degli scienziati abbiano potuto creare un virus che interagisce così bene con il recettore Ace2 (attraverso il quale s’installa nel corpo umano), mentre questo meccanismo non era mai stato osservato in precedenza». (Fonte La Stampa)

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