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LO STUDIO: “ALLA GENTE PIACE CREDERE ALLE BUFALE”

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Una ricerca rivela che il popolo del web ama condividere le bufale e non accetta di essere smentito. Secondo un nuovo studio condotto dal Laboratory of Computational social science dell’IMT di Lucca la gente adora condividere notizie false nonostante il lavoro di tanti siti ed attivisti per smascherarle. La ricerca ha evidenziato che chi si dedica al debunking, cioè al lavoro di smascherare le informazioni farlocche pubblicate da siti specializzati, deve combattere con una grande maggioranza di utenti che non vuole conoscere la verità su ciò che condivide .

Nonostante la piaga della disinformazione generata dalla facilità con cui è possibile diffondere in rete notizie false, si stata percepita persino da Mark Zuckerberg, che permette ai suoi utenti di segnalare i contenuti dubbi veicolati sulla piattaforma le bufale continuano a proliferare sul web. L’analisi è stata portata avanti per cinque anni  – dal gennaio del 2010 al febbraio del 2014 – ed ha monitorato il comportamento di 54 milioni di cittadini statunitensi presenti su Facebook analizzando le dinamiche relazionali consentite dal network”: mi piace; condivisioni e commenti. I risultati hanno evidenziato che gli internauti tendono a creare degli universi paralleli con una propria dieta mediatica e i propri interessi; interagiscono molto poco tra loro, e quando lo fanno litigano; in più dedicano alle notizie lette pari quantità di attenzione.

A riguardo scrive Repubblica.it: Gli studiosi hanno testato il livello di efficacia di 47,713 post di debunking che puntavano a correggere una determinata bufala. A conti fatti, su  9, 790, 906 complottisti finiti sotto esame quelli raggiunti dall’informazione corretta, per almeno una volta, sono stati solo 117, 736. Un numero che scende a circa 5mila, se invece consideriamo un’esposizione continuata, che si è prolungata per più di un giorno. C’è dell’altro. “A essere coinvolti”, racconta Quattrociocchi,  “sono stati gli utenti più arrabbiati che si impegnavano a contraddire la notizia vera, rinforzando l’informazione falsa. Infatti, i commenti che stimolano sentimenti negativi sono pari al 36 per certo del totale”.