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Le Iene ammettono: “I video sul Blue Whale erano falsi”.

Blue Whale

Blue Whale – La rete smaschera Matteo Viviani, video girati in Cina, altri molto tempo prima o addirittura fasulli.

I video del famoso servizio delle Iene sul Blue Whale in in Russia erano falsi, lo svela la pagina Facebook “Alici come prima” con un video in cui analizzano molti dei filmati andati in onda su Italia 1.

Non ci sono dubbi, il servizio di Matto Viviani che ha scioccato l’italia conteneva filmati montati ad arte secondo la “narrazione delle Iene”, come ha ammesso lo stesso inviato.

Blue Whale

Prima del servizio delle Iene in Italia il presunto fenomeno della Blue Whale era pressoché sconosciuto ed il timore di molti è che questo tipo di servizi possa generare emulazione.

Come documentato dal sito “Valigia blu” nessuno in Italia prima del 14 maggio cercava “Blue Whale” su Google e dopo c’è stato un picco di ricerche. (Il Fatto Quotidiano)

Selvaggia Lucarelli ha intervistato per Il Fatto Quotidiano Viviani che è stato costretto ad ammettere di non aver verificato l’autenticità dei filmati:

“Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche”

Quello che viene sempre più fuori è che non esistono prove o legami tra i suicidi accaduti negli ultimi anni ed il fantomatico gioco della Blue Whale, che sembra sempre di più solo una leggenda della rete.

In Russia l’uomo arrestato (ed identificato come il creatore del Blue Whale N.d.r.) era collegato a una sola istigazione al suicidio delle 130 che gli erano state contestate.

Questo tipo di servizi quindi sembra che piuttosto che informare possano creare fenomeni di emulazione, trasformando in realtà quello che per molti è solo una leggenda.

Lo stesso servizio de le Iene parte da un falso caso italiano, come fa notare la Lucarelli a Matteo Viviani:

Sai che il ragazzino di Livorno citato nel tuo servizio, secondo le indagini, non si è suicidato per il Blue Whale?
Ma noi abbiamo premesso che il legame col Blue Whale era la versione del suo amico e che era solo il punto di partenza del servizio.

Un punto di partenza falso.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha fornito regole chiare ai media su come trattare l’argomento suicidio giovanile per evitare il rischio emulazione. Punto primo: evitare il sensazionalismo. Ma quei finti video di suicidi erano sensazionalismo puro.

A questa obiezione Viviani risponde cosi:

“Le Iene hanno questo tipo di narrazione. Ti potrei mostrare tanti altri servizi confezionati così”

Il servizio quindi ha raccontato una “realtà” costruita, utilizzando filmati non legati fra loro e soprattutto non legati a quello che si voleva documentare.

Il gioco della Blue Whale quindi, che fino ad oggi era quasi certamente solo una leggenda, rischia di diventare una realtà a causa di chi vuole raccontarlo a tutti i costi.