La bufala di Jovanotti ed i BITCOIN

Jovanotti e la bufala dei bitcoin

Jovanotti è ormai da mesi protagonista di una bufala riguardo a suoi presunti investimenti relativi ai bitcoin, la moneta virtuale usata soprattutto nel cosiddetto dark web. Da mesi il cantante appare come testimonial involontario dell’utilizzo di questa cripto valuta attraverso un post sponsorizzato caratterizzato da un fotogramma che lo ritrae durante un intervista con Fabio Fazio su Rai 1.

Il cantante secondo il post avrebbe dichiarato nell’intervista di aver scoperto una nuova “scappatoia della ricchezza” che può far diventare milionario chiunque nel giro di pochissimo tempo. Come sempre in questi casi si tratta di qualcosa da fare subito “prima che le grandi banche la blocchino per sempre”.

Si tratta ovviamente di una bufala.

Lorenzo Cherubini non il primo personaggio famoso ad essere “usato” per pubblicizzare l’uso dei bitcoin. Si sono già trovati coinvolti loro malgrado anche Flavio Briatore, Paolo Bonolis, Gianluca Vacchi e persino personaggi della politica come l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini o l’attuale ministro degli esteri Luigi Di Maio.

La replica di Jovanotti

Il cantante ha commentato la vicenda cosi al sito Weird:

“Prendiamo molto seriamente il problema degli annunci ingannevoli che violano le nostre normative e che vedono coinvolti personaggi pubblici. Per noi è importante che gli annunci su Facebook siano utili alle persone e non utilizzati per promuovere comportamenti ingannevoli o fraudolenti. Continuiamo a intensificare i nostri sforzi e investimenti per risolvere questo problema. Incoraggiamo le persone che vedono questo tipo di comportamento a segnalarlo cliccando sui tre punti nell’angolo in alto a destra dell’annuncio”

L’immagine riportata qui sopra fa parte di una finta pagina di Repubblica.it che riporta delle false dichiarazioni del cantante sui Bitcoin.

Al di la delle valutazioni in merito a questa moneta l’utilizzo dei personaggi famosi a loro insaputa e l’invenzione di pagine fake con finte interviste sono pratiche scorrette (oltre che illegali) che minano la credibilità e la legalità di chi c’è dietro.

Precedente Casaleggio: "Record mondiale su Rousseau!", ma non c'è nessun record. Successivo "Bel freschino oggi a Roma eh.", ma è la festa del tricolore a Reggio.