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La bufala dei immigrati morti in mare nel 2018, di Salvini.

morti in mareIl ministro dell’interno Matteo Salvini, ospite in tv di Bruno Vespa ha mostrato un cartello su cui era scritto che il numero di morti in mare nel Mediterraneo nel 2018 sarebbe stato di 23 persone, mentre lo stesso dato relativo al 2017 sarebbe stato invece di 210 persone.

Questi numeri però non trovano alcun riscontro nei dati forniti dalle organizzazioni internazionali, come l’ Unhcr (che fa capo all’Onu) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni che invece parlano di un numero di decessi avvenuti nel Mediterraneo molto più alto.

Solo nel 2017 queste organizzazioni parlano di ben 2.837 migranti morti o dispersi nel 2017, di 1.311 nel 2018.

Questi dati sono stati resi noti dati nel corso della Giornata Mondiale per il Rifugiato dello scorso dicembre e quindi noti ai governi.

Anche Il Fatto Quotidiano ad Ottobre 2018 segnala l’aumento dei morti in mare sotto il governo Salvini in questo articolo:

morti in mare

Scrive il sito giornalettismo in questo articolo

Nessun riferimento, da parte di Salvini, a un altro dato fondamentale sulle morti nel Mediterraneo. Il ministro, infatti, non ha menzionato il tasso di mortalità che, nel 2018, soprattutto nella seconda parte dell’anno (ovvero da quando c’è lui al governo), è cresciuto rispetto ai livelli dell’anno precedente. Il tasso di mortalità, infatti, si calcola in percentuale sul numero degli sbarchi che, com’è noto, dopo l’accordo di Marco Minniti con la Libia, sono diminuiti di gran lunga rispetto agli anni scorsi.

Morti in mare, l’aumento del dato statistico

Nel corso della seconda parte del 2018, infatti, il numero di morti/dispersi al giorno è salito a 8 unità in media. Un dato molto grave, emerso soprattutto alla luce delle politiche contrarie ai salvataggi in mare da parte delle organizzazioni non governative e alle limitazioni degli sbarchi delle imbarcazioni delle associazioni senza scopi di lucro.

Non si capisce, dunque, a cosa faccia riferimento Salvini con quelle cifre così irrisorie. Probabile che il ministro si riferisca al numero di migranti morti (senza considerare i dispersi, cosa che ovviamente droga di molto il dato, visto che i corpi recuperati sono sempre una minoranza) esclusivamente nelle zone prossime all’Italia. Ma un quadro del genere non rende al meglio la gravità e la portata del problema.