LAURA BOLDRINI E LE BUFALE SULLA SORELLA: “NON SI FERMANO NEMMENO DAVANTI AI MORTI”

Laura Boldrini

Non ce la fa più Laura Boldrini a leggere bufale sul conto di sua sorella Lucia, morta alcuni anni fa a causa di una brutta malattia e risponde su facebook ai tanti che hanno condiviso l’ennesima notizia falsa diffusa in rete su di lei.

Un post accorato, scritto con l’animo di chi non ce la fa più a leggere ovunque menzogne sulla propria sorella scomparsa prematuramente, accusata di andare in pensione a soli 35 anni o di gestire 340 cooperative che si occupano di assistenza ai migranti, ma di cui nessuno parlerebbe (perché falso).

Nel post pubblicato sul suo profilo Facebook la presidentessa della camera parla chiaramente:

Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua, proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care.

La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia.

Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei.

E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti.

Laura Boldrini

Laura Boldrini ha recentemente lanciato una campagna per la lotta alle Bufale che parte dal sito bastabufale.it dove spiega chiaramente il problema delle fake news:

e bufale creano confusione, seminano paure e odio e inquinano irrimediabilmente il dibattito. 

Le bufale non sono innocue goliardate. Le bufale possono provocare danni reali alle persone,come si è visto anche nel caso dei vaccini pediatrici, delle terapie mediche improvvisate o delle truffe online.

Questo è il tempo della responsabilità. È necessario mobilitarsi, ciascuno di noi deve fare qualcosa per contrastare la disinformazione e contribuire a tutelare la libertà del web e la dignità di chi utilizza questo spazio che offre enormi opportunità culturali, relazionali ed economiche.

Non si tratta né di bavagli né di censure. Si tratta di reagire e affrontare un problema che ci riguarda tutti. Firmare questo appello significa fare la propria parte e dare il proprio contributo.Alcuni ambiti, poi, sono più esposti di altri e hanno una maggiore responsabilità: la scuola in primis, ma anche l’informazione, le imprese, i social network. A chi vi opera chiediamo uno sforzo aggiuntivo.

Noi de LE BUFALE DELLA RETE sposiamo in pieno la causa BASTA BUFALE e vi invitiamo a firmare questo appello cliccando qui.

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