DISINFORMAZIONE – Il glisofosfato nella pasta provoca la SLA e il morbo di Alzheimer.

E’ ufficiale, Il glisofosfato nella pasta provoca la SLA e il morbo di Alzheimer? No, non è ufficiale un bel niente e lo studio in questione (a quanto pare mai condotto) è decisamente poco attendibile.

Circola tantissimo in queste ore un articolo proveniente dal blog ILSAPEREEPOTERE2.BLOGSPOT.COM (blog gratuito ed anonimo) in cui si legge:

E’ ufficiale: i derivati del grano al glifosato (o glyphosate, secondo il termine scientifico) – e cioè pasta, pane e altro ancora – provocano danni alla salute umana. La cosa è nota da tempo, ma adesso è disponibile uno studio Massachusetts Institute of Technology (Mit). Il glifosato presente nella pasta e nel pane può provocare malattie gravi: diabete, obesità, asma, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e il morbo di Parkinson (come potete leggere qui). Attenzione, insomma, soprattutto alla pasta che acquistiamo nei supermercati. Soprattutto la pasta prodotta con i grani duri canadesi, ma non solo anche quelli dei Paesi dell’Est, che sono letteralmente pieni di glifosato

Il link inserito nell’articolo però non riporta a questa fantomatica ricerca del MIT, ma a questo articolo pubblicato il 27 settembre 2019, del sito IL SALVAGENTE:

In questo articolo si legge:

Studio Usa: Il Glifosato incide sul Dna e porta a diabete, asma, Alzheimer

Una revisione della letteratura scientifica collega il glifosato, uno dei più popolari diserbanti, classificato dall’Airc come probabile cancerogeno, ad una vasta gamma di malattie attraverso un meccanismo che modifica il funzionamento del Dna. A dirlo è lo studio “Glyphosate pathways to modern disease V” condotto dagli scienziati Anthony Samsel e Stephanie Seneff, del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

Anche questo articolo rimanda ad un altro sito, ma neppure stavolta cliccando si arriva a questo fantomatico studio, bensì a questa pagina:

Per

Per cercare di uscire da questo gioco di scatole cinesi abbiamo provato a digitare il nome di questo studio all’interno della casella di ricerca e finalmente siamo approdati a questo fantomatico studio:

La prima cosa che notiamo è che si tratta di un articolo vecchio, pubblicata nel giugno del 2016, e non di una recente “scoperta” riguardante il glisofosfato nella pasta.

La seconda è che questo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Biological Physics and Chemistry, un giornale che non gode di moltissima credibilità da parte della comunità scientifica internazionale.

Nella comunità scientifica l’autorevolezza di uno studio dipende molto anche dal FATTORE DI IMPATTO (impact factor) della rivista su cui viene pubblicato. Più questo impact factor è alto maggiore è l’attendibilità dello studio in questione.

In questo caso l’impact factor di questa rivista è decisamente molto basso ovvero 0,38 ( in passato la rivista ha toccato anche punte minime come 0,11), come riporta anche ResearcheGate.

Per darvi un termine di paragone, la popolare rivista Scienze ha un impact factor di 41,04.

L’autorevolezza di questo studio sugli effetti del glisofosfato nella pasta quindi è praticamente nulla.

Inoltre come riporta Weird, in realtà i due autori di questa ricerca non avrebbero effettuato alcuno studio, ma si sarebbero limitati a mettere insieme informazioni sparse, recuperate qua e la da vecchi articoli del passato, travisando in più punti le conclusioni a cui erano giunti i loro colleghi.

Nell’articolo di Weird si legge:

Scendendo poi nei dettagli della pubblicazione, si scopre che i due autori hanno solo estratto informazioni sparse da altri articoli pubblicati in passato, senza aggiungere alcuna prova scientifica nuova, ma anzi travisando in più punti le conclusioni a cui erano arrivati i colleghi. Tra l’altro uno dei due autori, Stephanie Seneff, è stata in passato protagonista di altre pubblicazioni controverse (tra l’altro sul tema dell’intelligenza artificiale, per il quale è ricercatrice al Mit), uscite sempre su riviste scientifiche di basso profilo. Sull’altro autore, Anthony Samsel, non esistono prove concrete di studi passati se non quelli auto-dichiarati sui social. Sappiamo però che non lavora per il Mit, e che il suo unico legame con l’istituto di ricerca hi-tech e l’essere stato coautore di articoli pubblicati con Seneff.

Quindi per concludere non esiste al momento alcuna prova scientifica che il glisofosfato nella pasta provochi la SLA e il morbo di Alzheimer, ma si tratta unicamente della tesi di due persone (di cui una non chiaramente qualificata) pubblicata su una rivista poco attendibile.

 

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