LA SCIENZA: “CHI CONDIVIDE BUFALE E’ PIÙ GOVERNABILE”

Fake NewsUn recente studio ha confermato l’incapacità di gran parte degli utenti italiani di distinguere una notizia vera da una pubblicità. La ricerca, condotta dalla azienda Blogmeter, intitolata “Italiani e social media” ha evidenziato che 1 italiano su 3 non distingue una news da uno spot.

Pur affermando il 75% degli intervistati di non gradire la pubblicità su youtube e su i social network, in tantissimi non riescono a distinguerla dai contenuti. Lo stesso accade ovviamente per le bufale, travestite da notizie di politica, attualità o sui principali temi sociali.

Recenti studi evidenziano un uso politico sempre più massiccio della rete (in particolare Facebook) per influenzare e condizionare l’opinione pubblica, attraverso fake news.

Il costante e programmatico diffondersi di notizie false a scopo propagandistico, sfrutta questa incapacità degli utenti per condizionare ed influenzare l’opinione pubblica sui principali temi della vita sociale e non solo.

La stragrande maggioranza di queste bufale a sfondo politico ovviamente non parte da pagine ed organismi di partito ufficiali, ma vengono diffuse on line da una rete di siti e pagine Facebook “satellite”, ufficialmente non riconducibili ai partiti in questione, ma palesemente schierati e gestite in maniera programmata, secondo una precisa strategia di disinformazione.

Simpatizzanti ed adepti rilanciano in rete questi contenuti, invitando tutti ovviamente alla massima condivisione.

Fake News. Non basta etichettare, occorre dimostrarlo.

Proprio in questi giorni Facebook è stato costretto a chiudere 270 account dell’agenzia agenzia Ira, come riporta in questo articolo il sito dell’Ansa, perchè accusata di influenzare le recenti elezioni russe:

Facebook ha chiuso 270 account di pagine e profili legati alla Internet Research Agency (Ira), la “fabbrica di troll” russa accusata di aver comprato spazi a pagamento sul social per diffondere fake news e influenzare elezioni straniere. Lo ha reso noto il Ceo Mark Zuckerberg in un post. “Questa agenzia russa ha agito ripetutamente in modo ingannevole e ha cercato di manipolare le persone in Usa, Europa e Russia. Non la vogliamo su Facebook in nessuna parte del mondo”, ha scritto Zuckerberg.

Il recente scandalo della Cambridge Analytica, la società che ha utilizzato le informazioni personali di oltre 50 milioni di utenti Facebook per poi utilizzarle per scopi politici, per favorire l’elezione di Donald Trump e probabilmente anche per influenzare il voto sulla Brexit.

“Un popolo che si informa esclusivamente sui social network, dove chiunque può scrivere ciò che vuole è esattamente il sogno dei nostri politici. Non c’è nulla di più facile da governare che un popolo che pensa di sapere, solo ciò che i suoi politici vogliono fargli credere.”

Anche in campo medico il massiccio e sistematico utilizzo di bufale utilizzate per diffondere disinformazione sta creando danni importanti nella nostra società.

Piero Angela: ‘Le fake news sono un virus che può compromettere un paese intero. Sulla medicina e sull’alimentazione sono ancora più gravi. Possono far male’

Ogni volta, quindi, che ci troviamo difronte ad una notizia dai toni troppo eclatanti, a qualcosa che incita all’indignazione ed alla condivisione, dobbiamo stare molto attenti per non renderci strumenti inconsapevoli di questo condizionamento di massa.

http://bufalepertuttiigusti.altervista.org/bufala-m5s-denuncera-penalmente-matteo-renzi-reato-abuso-della-credulita-popolare/

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