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“Carola Rackete non può essere arrestata”. Ecco perché.

Carola Rackete

Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3 “non può essere arrestata per aver violato il divieto imposto da Matteo Salvini di entrare nelle acque italiane”. A dichiararlo è Luca Masera, professore associato in Diritto penale presso l’Università degli Studi di Brescia e parte del consiglio direttivo dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi).

Raggiunto da Fanpage, il professor Masera ha dichiarato che:

Ormai siamo quasi di fronte a un delirio di Salvini, quando parla di far scendere la capitana in manette e arrestarla dal momento che non ha rispettato le sue indicazioni

Secondo il giurista infatti, la legge italiana funziona in modo diverso e non basta un “ordine” di un ministro per mettere agli arresti qualcuno.

in uno Stato democratico come il nostro l’ordine di un ministro non è il valore supremo, per cui se non viene rispettato scatta subito un arresto“.

il perché è sempre Masera a spiegarlo:

In primo luogo se l’ordine non è legittimo, come potrebbe facilmente accadere in questo caso in quanto viola il diritto internazionale, la trasgressione non comporta alcuna responsabilità. Inoltre, anche fosse ritenuto legittimo, la violazione di un ordine dell’autorità configura un reato molto lieve, per cui non è in alcun modo possibile arrestare una persona”.

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Secondo la legge italiana la violazione del divieto di ingresso in acque territoriali non rappresenta un reato così grave, ma piuttosto una violazione dell’articolo 560 del codice penale, sanzionabile con una multa.

“sembra che la violazione del diritto di ingresso rappresenti un reato gravissimo. In realtà configura un reato che è una contravvenzione, punita con l’ammenda “

Inoltre c’è la possibilità che il divieto imposto dal ministro dell’interno sia in contrasto con il diritto internazionale e violarlo quindi non corrisponderebbe ad un reato.

“Il divieto di ingresso imposto da Salvini è un atto amministrativo che se illegittimo perché in contrasto con il diritto internazionale non comporta alcuna colpevolezza”

In questo caso, come già accaduto per il caso della Nave Diciotti, impedire lo sbarco delle persone presenti a bordo della nave guidata da Carola Rackete potrebbe essere considerato a sua volta reato di “sequestro di persona”.

“Una volta entrata nel porto e trovandosi in acque territoriali italiane, la Sea Watch si trova in una situazione diversa rispetto a quando ancora era bloccata in acque internazionali”, dove non poteva chiaramente sussistere l’ipotesi di un sequestro di persona da parte dell’autorità.

Anche il sequestro della nave non può essere applicato, spiega Masera in quanto si tratta di un atto configurabile solo in caso di reiterazione del reato, ammesso che ne sia stato compiuto uno.

La novità più significativa del decreto Salvini è invece la confisca della nave, però in questo caso non può essere applicata perché lo stesso decreto la prevede solo in caso di reiterazione“.

Va da se che sia la capitana della nave Carola Rackete che l’armatore, faranno ricorso ed a quel punto spetterà al giudice amministrativo valutare se il famoso blocco navale era legittimo o meno.