BUFALA TOPOLINO CHIUDE I BATTENTI. MERCOLEDÌ ULTIMO NUMERO

TOPOLINO

“TOPOLINO CHIUDE! IN EDICOLA L’ULTIMO NUMERO”, MA E’ SOLO UNA BUFALA.

Il sito ITALIANI INFORMATI pubblica una bufala che da per spacciato il noto fumetto Disney, ma si tratta di una bufala senza fondamento. Con un post sul suo profilo facebook Marco Gervasio, uno dei disegnatori della testata smentisce la notizia attribuendo la bufala all’: “Opera di qualche mentecatto”. Ecco il tweet in questione:

marco gervasio

La bufala parla di “costi di produzione e distribuzione troppo elevati” e con “gli stessi scrittori e disegnatori che potrebbero trovarsi senza lavoro dall’oggi al domani”, ma è tutto falso. Il periodico continua ad andare a gonfie vele divertendo lettori grandi e piccini quindi tranquilli: TOPOLINO non chiude.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA BUFALA:

TOPOLINO CHIUDE I BATTENTI. MERCOLEDÌ ULTIMO NUMERO

CHI DI VOI NON HA MAI LETTO UN TOPOLINO? LA FORTUNA SERIE DI FUMETTI INTITOLATA AL CELEBRE PERSONAGGIO DELLA DISNEY SEMBRA PROPRIO AVER RAGGIUNTO IL CAPOLINEA.

Il numero 3157 potrebbe infatti essere l’ultimo di una lunghissima e romantica storia del fumetto italiano, iniziata addirittura nel lontano aprile del 1949 quando la “rivista” aveva periodicità mensile.
Nella storia del celebre fumetto si susseguono diversi cambi di proprietà passando infine nelle mani della Disney che ne gestisce la stampa e la vendita nel nostro paese.

La stessa Disney potrebbe decidere già dal prossimo numero di cessare la produzione e lastampa del fumetto. Tra le proteste degli appassionati, i dirigenti fanno sapere che la scelta non è comunque irrevocabile è potrebbe essere del tutto stravolta. Si pensa infatti di continuare con la produzione del fumetto ma di distribuirlo solo in formato digitale per smartphone e tablet, mantenendo il prezzo del formato fisico.
Scelta che si rivelerebbe ancora peggiore per i collezionisti e gli amanti del cartaceo.

La Disney fa sapere comunque che i costi di produzione e distribuzione sono diventati troppo dispendiosi e gli stessi scrittori e disegnatori potrebbero trovarsi senza lavoro dall’oggi al domani. La tassazione dello stato sull’editoria ha infatti raggiunto livelli tali da non permettere a determinate aziende di guadagnare sui propri prodotti editoriali.
Si pensi che sul costo di 2,50€ di un singolo numero di topolino l’azienda, tra tasse, distribuzione e stipendi, guadagna al netto guadagna 0,08€.
L’unica nota positiva che farebbe ripartire l’economia di paperopoli sarebbe quindi il passaggio al formato digitale. Nota che comunque stona alle orecchie degli appassionati del mondo dei fumetti.

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