LA BUFALA DEL GIORNALISTA OBBLIGATO A VOTARE MAHMOOD A SANREMO

giornalista obbligato a votare Mahmood.

E’ sempre lo stesso, il “bufalaro seriale” Gian Marco Saolini eppure la gente continua a farsi prendere in giro. Stavolta ha fatto un video in cui si finge un giornalista obbligato a votare Mahmood.

Nel video Saolini denuncia le pressioni subite che lo avrebbero costretto a votare SOLDI la canzone vincitrice dell’ultima edizione del festival. E’ una bufala, l’ennesima che l’uomo diffonde in rete, ormai da anni.

giornalista obbligato a votare Mahmood.

Nel video di cui vedete una schermata qui sopra (non condividiamo il video per non regalargli altre visualizzazioni), l’uomo per l’ennesima volta dichiara il falso. Non è un giornalista, ma un creatore di bufale in serie.

Saolini, è lo stesso che in un video bufala in cui si fingeva un ex marinaio nave Acquarius generando milioni di visualizzazioni e 90mila condivisioni in 24ore.

In un altro video si era autoproclamato agente della scorta di Saviano:

In un altro ancora si era trasformato in nostromo:

Sempre lui in decine di altri video fake. Messi uno dietro l’altro non è difficile capire il filo conduttore di tutte le sue bufale, tutte legate a temi caldi del momento e con un “orientamento politico” legato ai temi caldi della destra, piuttosto evidente.

Non è un giornalista obbligato a votare Mahmood e fingere di esserlo potrebbe costargli una querela da parte dell’ordine dei giornalisti.

Se vi trovate di fronte ad un video eclatante, il cui titolo annuncia incredibili rivelazioni, verificate sempre la fonte prima di condividerlo compulsivamente. Se poi il protagonista del video è il personaggio che vedete qui sopra potete essere certi che si tratta di una bufala.

Il caso del giornalista obbligato a votare Mahmood non esiste.

In un articolo de La Stampa, viene spiegato bene chi è Gian Marco Saolini, già gestore del sito Il Corriere del Corsaro:

Gian Marco Saolini è un troll di professione. Il troll è un utente della rete che diffonde notizie false, alimenta polemiche, le esaspera, tira fuori il peggio dalle persone. Con un argomento scottante e discusso in tutto il paese come la vicenda dello sbarco della nave Aquarius, adesso arrivata a Valencia, la trollata non si è fatta attendere: Saolini, che nella vita reale gestisce un pub a Roma, quartiere Centocelle, si è finto un marinaio di fresco cacciato dall’imbarcazione, pronto a rivelare attraverso un video caricato su Facebook la verità al popolo italiano sullo stato e le condizioni dei migranti a bordo: «Mi chiamo Giovanni Titori e sono stato fino a ieri parte dell’equipaggio dell’Aquarius» queste le prime parole del video che, a quarantotto ore dalla pubblicazione, ha fatto 4 milioni di visualizzazioni e 120.000 condivisioni. Il nome dell’alter ego di Saolini, Giovanni Titori, è un omaggio a John Titor, il nome di un soldato americano fittizio che sarebbe stato reclutato per viaggiare nel tempo secondo una bufala dei primi anni 2000. «Non è vero che sulla nave Aquarius ci sono condizioni disagiate» prosegue Saolini nel video, «la gente è felice. C’è una sala dove ci sono videogame e giochi d’azzardo. Sono tutti ben vestiti e ben nutriti».

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