BUFALA – E’ MORTO FRANCO BATTIATO

FRANCO BATTIATO

Il cantautore siciliano Franco Battiato è nuovamente protagonista di una bufala sulla sua morte. Stavolta sarebbe rimasto vittima di un un infarto che lo avrebbe costretto ad un ricovero d’urgenza presso l’ospedale Umberto I di Roma, dove però per lui non ci sarebbe stato nulla da fare.

Il cantautore è vivo e vegeto, e la notizia della sua morte è una vecchia bufala già diffusa nel 2016  di cui abbiamo parlato in questo articolo:

Bufala Lutto nella musica italiana: Muore Franco Battiato all’età di 71 anni

Probabilmente la bufala è tornata in auge dopo l’incidente domestico accorso a Franco Battiato lo scorso novembre 2017 quando è caduto nella sua casa siciliana fratturandosi il femore e il bacino, cosa che lo ha costretto ad annullare alcune date del suo tour di concerti.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA BUFALA:

Se n’è andato mentre si trovava a Roma per lavoro Franco Battiato, nato Francesco (Ionia, 23 marzo 1945 – Roma, 21 settembre 2016) quando è stato sopraggiunto da un forte dolore al petto e si è accasciato al suolo. I suoi collaboratori hanno immediatamente allarmato il 118 tentando nel frattempo di rianimarlo.
Quando è arrivato all’ospedale Umberto I di Roma non c’era più niente da fare, i medici hanno provato a rianimarlo effettuando diverse punture di adrenalina e scariche di defibrillatore.

Ricordiamo la storia di Franco Battiato attraverso alcuni passi della sua splendida carriera.

Nasce a Ionia, in provincia di Catania, il 23 marzo del 1945, comune che, sotto il fascismo, riuniva le antiche amministrazioni di Riposto e Giarre, tornate politicamente autonome alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale, e a seguito della morte del padre (camionista e scaricatore di porto a New York), nel 1964 si trasferisce dapprima a Roma per poi stabilirsi successivamente a Milano.[6] In merito al periodo lombardo l’artista ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il “Club 64”, dove c’erano Paolo PoliEnzo JannacciLino ToffoloRenato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: “Vienimi a trovare”. Il giorno dopo andai. Diventammo amici».[6]

Attratto fin da adolescente dalla musica interrompe gli studi universitari e verso la metà degli anni sessanta pubblica due singoli pubblicitari per la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET),[7] che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri, interpretati da cantanti poco conosciuti. In queste due occasioni l’artista appare in copertina col nome di battesimo Francesco Battiato. Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L’amore è partito. Il secondo riprende una canzone portata al successo da Alain Barrière…e più ti amo, tradotta in italiano da Gino Paoli.[8] Il brano verrà riproposto, in una nuova versione, nell’album Fleurs 2, uscito nel 2008.

 Insieme al compaesano Gregorio Alicata, già pianista di Edoardo Vianello e autore di un certo successo (suo il brano Tremarella), forma nel 1967 un duo, denominato “Gli Ambulanti”. Lui e Franco Battiato si esibiscono davanti alle scuole, con un proprio repertorio di canzoni di protesta, destando molta curiosità. In questa fase, sarà proprio l’amico Giorgio Gaber a lanciarli, proponendo i loro brani alla casa discografica di Nanni Ricordi[9]. Durante le fasi di lavorazione affiorano diverse incomprensioni che portano il duo a sciogliersi e Battiato decide di proseguire singolarmente la carriera di musicista.[10] Sempre Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly, che inserisce la figura dell’artista nel filone di “protesta”, all’epoca assai in voga e presente in molte produzioni cantautorali. I primi singoli incisi ufficialmente sono La torre e Le reazioni. A questi seguono Il mondo va così e Triste come me. Il singolo La torreaccompagna la prima apparizione televisiva dell’artista, avvenuta il 1º maggio del 1967.[9] Il programma è intitolato Diamoci del tu ed è condotto da Giorgio Gaber in coppia con Caterina Caselli. Nel corso della puntata si esibisce un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini. E proprio in questa occasione l’artista milanese propone a Battiato di cambiare il nome da Francesco a Franco, proprio per non confondersi con Guccini.[11] «Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco – ricorderà il musicista – persino mia madre».[12] Sempre con Gaber collabora alla stesura del brano …e allora dai!, presentata al Festival di Sanremo 1967, e Gulp Gulp, sigla della già citata trasmissione televisiva Diamoci del tu.[9]

 

 

Precedente BUFALA - La poligamia legale in Italia: si potranno avere fino a 4 mogli. Finalmente è legge! Successivo BUFALA - I NEGOZI CINESI NON PAGANO LE TASSE PER 5 ANNI!