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PRECISAZIONE – ADDIO PESCE SPADA! RENZI HA REGALATO I MARI PIÙ PESCOSI ALLA FRANCIA!

Come previsto in piena campagna elettorale fioccano articoli di ogni tipo come questo pubblicato dal sito SKY 24 ORE (sito che non ha nulla che vedere con la testata giornalistica di Sky TG24, ma ne sfrutta solo la somiglianza del nome) che titola: DITE ADDIO AL PESCE SPADA: L’ULTIMA INFAMIA DI RENZI? HA “REGALATO” I MARI PIÙ PESCOSI ALLA FRANCIA.

L’articolo è datato 3 febbraio 2018 come si può vedere qui sotto, ma fa riferimento al cosiddetto accordo di Caen siglato il 21 marzo del 2015.

Tale accordo non è stato siglato per volere di Renzi, ma come riporta IL FATTO QUOTIDIANO in questo articolo:

 La firma posta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni lo scorso 21 marzo era un atto necessario per aggiornare i confini alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos) del 1982

Si tratta quindi di una convezione stabilita dalle Nazioni Unite nel 1982 a cui l’Italia era tenuta ad adeguarsi. Nessun regalo da parte di Renzi alla Francia quindi, ma solo la conseguenza di una serie di trattative fra Italia e Francia iniziate più di trenta anni fa.

Questo il testo dell’articolo:

DITE ADDIO AL PESCE SPADA: L’ULTIMA INFAMIA DI RENZI? HA “REGALATO” I MARI PIÙ PESCOSI ALLA FRANCIA

E l’Italia si fa scippare pure il pesce spada, il governo regala alla Francia buona parte dei mari più
pescosi. Non è proprio un bel periodo nei rapporti tra Italia e Bruxelles. Come se non bastassero i bisticci di
Renzi sul piano economico, finanziario e politico, ora ci si mette anche una grana commerciale a complicare le
cose. Il Secolo XIX tira fuori questa bizzarra storia della pesca dei pesce spada che i pescatori francesi
avrebbero sottratto a quelli italiani per colpa di un trattato bilaterale che il nostro governo ha firmato alla
chetichella il 21 marzo 2015. Buona parte dei mari più pescosi dí pesce spada sono stati sottratti ai nostri
pescatori (liguri, toscani e sardi in particolare) e svenduti alla Francia. Così, senza motivo. Cosa abbia ispirato
la modifica di una convenzione che risale al 1892 e formalmente mai diventata ufficiale, non è chiaro a
nessuno.
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Nemmeno al ministero delle Politiche agricole e al suo responsabile Maurizio Martina. Certo, non è la prima
volta che il governo, ovvero Renzi, prenda decisioni senza consultare i suoi ministri che peraltro non sono mai
contati così poco come oggi. Ma questo caso è il più eclatante di tutti. «Cercheremo di capire cosa è successo»,
spiega il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, «e poi chiederemo lumi agli Esteri».
Il fatto è che anche gli Esteri non sanno un bel nulla. Il ministro Paolo Gentiloni ha chiesto una relazione visto
che a Bruxelles non ha potuto occuparsi direttamente del caso. Alla preparazione dell’accordo hanno
sicuramente partecipato dirigenti di entrambi i ministeri, che sicuramente hanno fatto un bel pasticcio con la
lettura delle carte nautiche. Il confine, una demarcazione rappresentata da una linea retta da Mentone fino
alla Corsica, disegna confini veri e propri che impongono assurde gimkane alle imbarcazioni, le quali, dovendo
a calare le reti, rischiano a questo punto di rinunciare a pescare del tutto.Formalmente il trattato deve ancora
essere ratificato dal Parlamento e dal Consiglio dei ministri, ma Parigi ha già proceduto con la ripartizione dei
nuovi confini marittimi e a far rispettare il trattato. Il peschereccio ligure Mina è stato sequestrato e poi
dissequestrato dietro il pagamento di una cauzione di 8mila e 300 euro, in contanti, sostenendo di non poter
accettare assegni da banche italiane. Mica scemi. Dopo quella del gambero rosso, ecco la guerra del pesce
spada tra Italia e Francia, con l’intervento di presidenti di Regione, parlamentari ed europarlamentari. Tanto
alla fine decide Renzi.