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1/2 Bufala Il questionario britannico che chiede se sei napoletano

questionario britannico

Si è parlato tantissimo in queste ore del famoso questionario britannico che chiedeva di identificare gli alunni come ITALIANI, ITALIANI NAPOLETANI o ITALIANI SICILIANI. Ovviamente la notizia ha suscitato grande scalpore da parte dell’opinione pubblica che ha visto questo tipo di precisazione come una sorta di discriminazione territoriale.

In realtà l’iniziativa è stata male interpretata. Lo scopo non era quello di individuare e selezionare presone in base alla loro provenienza, ma quello di fornire una migliore apprendimento della lingua in base all’esperienza linguistica personale.

Come spiegato anche in questo articolo di Repubblica.it

L’iniziativa per stabilire l’area linguistica di provenienza aveva lo scopo di fornire una migliore assistenza nell’apprendimento dell’inglese. Ma è stata interpretata, alla fine, come una “schedatura” in base all’origine regionale. “Rammarico” del governo britannico per un “errore storico”

In effetti analizzando il modulo si nota che anche per altre nazioni sono stati individuati dei sotto gruppi linguistici di appartenenza, come spiega sempre l’articolo di Repubblica.it:

Analizzando il modulo, si notano suddivisioni anche per i vari tipi di lingua punjabi, cinese, arabo. E l’elenco contiene una categoria anche per il sardo (sardinian), considerato una lingua a parte. Ma quale che fosse l’intento, il risultato è stato comunque di far sentire i nostri connazionali come se venissero “schedati” in base all’origine regionale. Come se esistessero almeno tre tipi di cittadino italiano: l’italiano-italiano, l’italiano-napoletano e l’italiano-siciliano. Qualche famiglia italiana ha segnalato la cosa alla nostra ambasciata di Londra e la protesta è stata immediata.

In questo articolo del Post viene spiegato che l’elenco delle lingue (e dei dialetti più parlati) indicato dal famoso questionario britannico è ormai uno standard internazionale:

L’elenco delle lingue è uno standard usato internazionalmente per i contesti più diversi: basti dire che le stesse lingue – compreso sardo, napoletano, eccetera – sono persino nelle scelte di lingua degli iPhone (Preferenze-Generali-Lingua e Zona).
Ma ignari di questo, alcuni giornalisti hanno confuso la normale richiesta linguistica contenuta nei moduli britannici con una classificazione “etnica” (che esiste, ma su “etnie”, appunto, classificate diversamente e in numero assai più limitato e generale) e hanno associato alla presunta scoperta scandalo e indignazione per quella che hanno sostenuto essere una sorta di “profilazione razzista” di cui non si capiva quali fossero peraltro gli effetti discriminatori.

Ci sembrava giusto precisare quindi che si tratta di una errata interpretazione di fatti reali.